4 chiacchere con Giorgio Calcaterra

Ho scambiato quattro chiacchere con uno dei miei atleti preferiti, un simbolo legato allo sport sano e pulito, un’ispirazione per tutti coloro che amano correre, Giorgio Calcaterra.
Su Wikipedia si legge: Giorgio Calcaterra (Roma, 11 febbraio 1972) è un ultramaratoneta italiano. Si è aggiudicato per tre volte il titolo di campione del mondo nella 100 km di ultramaratona ed ha vinto per 12 volte consecutive la 100 km del Passatore.

Un atleta come te che ha raggiunto tanti traguardi che obiettivi si pone per i prossimi anni?
Il mio obiettivo è sempre quello di correre cercando di star bene e di divertirmi accettando con serenità qualsiasi risultato io possa raccogliere.
Fra le tante gare a cui hai partecipato c’è una a cui sei legato piacevolmente ed una che invece non è andata come speravi?
Sono molto legato al Passatore mentre ricordo il mondiale della 100 km svolto in Olanda del 2007 con un bruttissimo risultato, il ritiro. Probabilmente avevo preso troppi zuccheri e ad un certo punto ho avuto paura di svenire, da lì al ritiro è stato un attimo. Poi dopo pochi minuti mi sono sentito bene, ma ormai non potevo tornare più indietro.
Il tuo P.B. sulla maratona è di 2h13’15”. Nel 2000 per ottenere quel risultato come ti allenavi. Ricordiamo che fu l’anno in cui facesti il record di 16 maratone corse in 365 giorni, significa una ogni 22 giorni.
Mi allenavo facendo 30 km al giorno divisi in due allenamenti quotidiani. Un lavoro sui mille metri uno/due volte a settimana e la domenica gara.
Tu sei un esempio di perseveranza e tenacia. La tua passione per la corsa è riconosciuta da tutti, tanto che ci hai scritto un libro. Hai mai avuto dei momenti in cui hai pensato di mollare?
Si, credo sia normale averli, soprattutto quando si è stanchi. Ma poi l’istinto e la voglia di correre hanno sempre preso il sopravvento.
In Giappone è scoppiata la “Massa d’élite” e cioè atleti amatori in grado di correre ad altissimi livelli. Alla Ageo City Half Marathon i primi 150 atleti hanno chiuso sotto l’ora e quattro minuti. Significa correre 21 km intorno ai 3 al km. Per fare un esempio rapportandolo a casa nostra alla Roma- Ostia sotto l’1h04 ci sono andati 8 atleti, ai campionati italiani che si sono disputati a Verona a febbraio 2020 sono stati 11. Da cosa credi sia dovuto questo loro talento?
Non saprei, ma i loro risultati sono davvero straordinari.

Giorgio Calcaterra alla Maratona di Roma. Riconoscimento editoriale: lucarista / Shutterstock.com


Qualche giorno fa ci sono state le votazioni per il nuovo presidente Fidal. Tralasciando il fatto che ti sei allenato nel parcheggio (sei il numero 1) ti chiedo cosa ti aspetti da questa nuova presidenza.
Mi aspetto considerazione e rispetto per tutti i tesserati e per gli organizzatori delle gare, ma anche una politica che permetta di portare all’atletica sempre più persone.
La scuola e l’atletica in questi ultimi anni si siano allontanate. Fra il ’69 e il ’96 si sono tenuti i Giochi della Gioventù, bellissima attività oggi sparita. Era un progetto in cui ci guadagnavano tutti: la scuola aveva bambini sani e che acquisivano i valori sportivi e l’atletica scopriva talenti, senza contare il beneficio in termini di numero di atleti che si legavano alle società locali. Secondo te come mai si è dissolto questo tre d’union così importante?
Non so il motivo che ha portato a questa cosa, ma per me è assurda. Probabilmente c’entra un pò l’economia ma sicuramente c’è anche una mancanza di comprensione dell’importanza dello sport da parte di chi a preso questa decisione.
Ci racconti una tua tabella settimanale tipo?
Quando preparo la 100km è semplice, tutti i giorni 30 km e ogni due settimane un lungo, prima 40, poi 50 e per ultimo due settimana prima della 100 km un 60.
In questi ultimi 12 mesi quanto ti è mancata la competizione e l’aggregazione sportiva domenicale?
Un pò, ma avendo continuato a correre tutti i giorni, non me la sono presa più di tanto. Sono abituato a pensare positivo e presto ritengo che si tornerà alla vita alla quale eravamo abituati.
Quanto è cambiato Giorgio Calcaterra da quando ha iniziato a correre ad oggi? Non solo fisicamente ma anche psicologicamente.
Non saprei, non ho visto tanti cambiamenti, in fondo mi sento sempre quel bambino che correva per gioco.

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